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    February 24

    Basta con i "senza se e senza ma"

    L'analisi geopolitica dice che l’ Italia è un Paese cerniera fra varie culture ed economie, l’ appendice mediterranea dell’ Europa, il polo di irradiamento globale verso il resto del mondo. L’ attivismo dalemiano negli ultimi 9 mesi ci ha fatto riguadagnare rispetto, credibilità e prestigio persi durante il quinquennio di governo del cavaliere.

    Ed eccoci al punto: la Sinistra radicale con i suoi contorsionismi e mal di pancia ha dimostrato di vivere fuori dal mondo, di avere non solo scarso senso della realtà ma anche gretta ignoranza di macroeconomia, geopolitica e, diciamolo pure, dei trattati internazionali.

    Col suo comportamento irresponsabile ha rischiato di compromettere mesi di faticosa politica interna ed internazionale.

    E’ sperabile che la crisi politica apertasi la sera del 21 febbraio si sia conclusa positivamente con l’ appoggio diretto alla politica dei 12 punti irrinunciabili del Presidente Prodi da parte del Sen. Marco Follini , cui bisogna riconoscere onestà intellettuale, elevato senso dello Stato, sapienza politica impareggiabile.

    E’ auspicabile che al Sen Follini, i si uniscano amici dal pari sentire.

    Ringraziamo frattanto il Sen. Follini per averci sottratto al rischio incombente di una campagna elettorale, condotta senza risparmio di colpi bassi da parte della coalizione formata dal cavaliere e dai suoi sodali : il possesso da parte del cavaliere di più del 50% dei media nazionali , consente a FI e ai suoi alleati di attuare una martellante strategia del consenso, attraverso la subliminalità dei messaggi, capace di persuadere anche il più ideologizzato vetero-comunista a votare per loro o di astenersi.

    Gia conosciamo i danni prodotti dalla politica berlusconiana, dalla strage di Nassirija alla disastrosa situazione dei conti pubblici, alla disperazione delle giovani generazioni per la mancanze di prospettive positive per il loro avvenire.

    Sarebbe stato criminale riportarlo al governo del Paese

    February 21

    Masochismo radicalsinistroide

    Questo Paese rischia di ritornare ad essere governato dai berlusconiani a causa dell' infantilismo di certa sinistra radicale che pochi minuti fa ha fatto negare l' approvazione alla politica estera condotta fin quì dal Governo Prodi.
    Chi parla di "pacifismo senza se e senza ma" non ha i piedi per terra e dimostra scarso senso della realtà e di responsabilità.
    Mi vergogno di essere accomunato a certi deficienti! 
    February 02

    PENSANDO ALLA BASE DI VICENZA E ALL' AFGHANISTAN

    Non è un mistero che la politica estera e militare americana è pilotata da una lobby affaristica militare-industriale costituita dal management delle Grandi Corporation il cui obiettivo é massimizzare i propri profitti (del management, così diceva John K. Galbraith, che operando all‘ interno dell‘ amministrazione USA le questioni le conosceva bene ).Una lobby che nel tempo ha condizionato fior di Presidenti, qualcuno dei quali ci ha lasciato la vita o la carica.

    Alla base sta la politica estera indirizzata direttamente o indirettamente al controllo sia dei Paesi su cui giacciono le principali fonti di energia e le materie prime di interesse industriale, sia dei paesi interessati al loro transito e trasporto (quelli attraversati da oleodotti e gasdotti, con porti specializzati, ecc.), mentre la politica militare, sostiene la prima, attraverso lauti stanziamenti per la Difesa con conseguenti ricadute positive sulle Grandi Corporation, che direttamente o indirettamente lavorano nel settore della Difesa, nei cui management, guarda caso, hanno incarichi di rilievo ex militari di alto rango .

    Dopo la fine della 2^ Guerra Mondiale la politica militare USA sempre più indirizzata all’ autodifesa preventiva del suolo patrio (il che è ineccepibile e giusto) è stata proiettata ad avvolgere il pianeta in una fitta rete di alleanze (fra cui la NATO) , nelle quali vige il principio che l’ aggressione ad uno degli Stati membri è da ritenere un’ offesa a tutti gli alleati.. L’ adesione di uno Stato ad una alleanza è connessa all’ accettazione sul proprio territorio di basi militari sotto il controllo USA.

    Va da sé che nelle basi americane all’ Estero esiste armamento nucleare pronto all’ uso e depositi di armi nucleari, oltre che normale armamento convenzionale.

    E’ lapalissiano che in un malaugurato periodo di tensioni internazionali, le basi militari USA all’ Estero possano diventare obiettivi di 1^ priorità dei “nemici” degli USA.

    La Strategia militare americana è andata evolvendo nel tempo.

    Inizialmente gli USA erano l’ unica potenza nucleare e la dottrina militare americana, era quella ispirata al principio della “rappresaglia massiccia” (se provi ad aggredirmi, con le mie bombe nucleari ti distruggo) .

    Successivamente, a seguito dell’ avvento sovietico e poi anche cinese fra le potenze nucleari, il principio guida fu quello della “risposta flessibile” (a seconda di come tu mi aggredisci, io reagisco in modo sproporzionato con l’obiettivo di farti abbandonare rapidamente il campo).

    Ultimamente, dato che in 4 continenti su 5 fra alleati e probabili “nemici” esistono numerosi paesi in possesso di armamento nucleare e che i maggiori pericoli per gli USA vengono dal terrorismo o dai paesi a guida dittatoriale, che, guarda caso sono per buona parte paesi implicati nel possesso o trasporto di materie prime, petrolio e gas, la vigente dottrina militare USA è guidata dai princìpi della “guerra asimmetrica” (se i terroristi hanno base in uno Stato, io li attacco in quello Stato, senza preoccuparmi di danni collaterali sui civili di quello Stato e senza frapporre remore di Diritto internazionale) e della “guerra preventiva” (se ho il sentore CHE uno Stato in avvenire possa rappresentare un pericolo, lo distruggo subito, quali che siano le opinioni altrui, e poi si vedrà).

    Il tale contesto vanno inquadrate le due questioni che oggi agitano la Politica italiana: finanziamento della missione in Afghanistan e potenziamento della base USA di Vicenza.

    Si risolvono solo dopo una revisione multilaterale dei trattati almeno in ambito UE.

    Bruciare bandiere americane, sventolare bandiere arcobaleno al grido di “No war“ è un non senso, fino a quando al mondo ci sono dittature armate fino ai denti.