PERCHE' VOTARE NO AL REFERENDUM SULLA "DEVOLUTION"
DEL 25 E 26 GIUGNO
Se facciamo lo sforzo di proiettare la nostra mente verso il futuro non possiamo fare a meno di vedere, prima o poi, la nascita dell’Europa politica, ovvero di una Federazione di Stati Europei con un’unica politica estera, un’unica politica militare, un’unica politica economica e soprattutto con politiche di spesa armonizzate ( leggi welfare ovvero previdenza, sanità, istruzione, sistema di reti, ecc.).
Questa Europa per essere efficiente richiederà l’esistenza di singoli stati fortemente centralisti , pena l’intrecciarsi di reti burocratiche di vario livello che a quest’Europa toglieranno capacità di rapida reazione alle sfide che già si presagiscono: centri specializzati prevedono che il PIL della Cina nel 2018 sorpasserà quello dell’Europa e nel 2040 (se non prima) quello degli USA .
E se alla Cina poi uniamo l’India ( tanto che gli studiosi di Geopolitica parlano di Cindia)…
Nonostante sia legge di natura da sempre che organismi animati di varia natura tendano ad aggregarsi in organismi più grandi, noi in Italia, da anni, ci affanniamo a rincorrere un " fumoso federalismo" quasi secessionista chiamato "DEVOLUTION" che rischia di dividere la Nazione in 20 piccole Italiette egoiste e provinciali, non idonee soprattutto a sopravvivere sotto ogni aspetto al futuro che già ci si prefigura.
Gli esperti di Scienza dell’Organizzazione insegnano che ogni organizzazione pubblica o privata per essere efficiente deve rispettare due principi:
1. il teorema di Graycunas, che in termini semplici impone che un Capo non può avere alle dipendenze più di 3-4 , massimo 7, eccezionalmente 11 sottoposti che svolgono attività interdipendenti;
2. il PPBS (Programming, Planning, Budgeting System ossia Sistema di programmazione e pianificazione finanziaria) in cui, sinteticamente, si prevede che in una Organizzazione pubblica o privata gli Organi Centrali dettino gli indirizzi programmatici e le priorità, gli Organi Periferici dei vari livelli prospettino agli Organi Centrali le loro esigenze e che infine gli Organi Centrali nel rispetto delle disponibilità assegnino agli Organi Periferici le risorse possibili, vincolate ad essere impiegate nel rispetto delle priorità generali.
Un esempio di applicazione del teorema di Graycunas alla riorganizzazione dello Stato italiano è uno studio dei primi anni ’90 della fondazione Agnelli che prevedeva un numero di Regioni pari a 7-11 sulla base di criteri geografici (e a guardare la Carta d’Italia è molto facile identificarle ) e socio-economico-culturali, ed inoltre l’eliminazione di un livello (la Provincia) con l’accorpamento dei Comuni di piccola rilevanza in entità più corpose.
Del PPBS era accanito sostenitore il vecchio Ugo La Malfa (tradito dal figlio), che lo abbinava alla "politica dei redditi".
Non c’è chi non veda in questa "devolution", oggi all’ordine del giorno, un andare contro la logica della Storia ma soprattutto il prevalere di una parte politica cui stanno a cuore egoisticamente i propri interessi di bottega e quelli del proprio elettorato, ossia dei percettori di redditi elevati di una certa parte d’Italia, cresciuta economicamente a spese di tutta la Nazione, che si sono visti già ridurre drasticamente l’ IRPEF e che con la "devolution" vedranno l’IRPEF pagata ritornare a formare nuove fonti di reddito localizzato da cui trarre ancora maggiori profitti personali a danno anche dei meno fortunati della loro stessa regione.
Chi si intende di Economia sa quali danni nascono da una visione striminzita dei fenomeni macroeconomici.
A questi aspetti economici si aggiungono poi gli effetti negativi sui sistemi scolastico, sanitario,ecc.
Andare contro la logica della Storia crea danni: ne tengano conto quanti si fanno incantare da chi vuole cambiare l’Italia.
Cambiare si può e si deve in meglio, non in peggio!
L'Italia non cambierà fino a quando la Sicilia non cambierà. Oggi l'Italia ha una grande opportunità, una grande persona: Rita Borsellino, per la presidenza della Regione Sicilia. Rita dà fastidio a destra e forse soprattutto a sinistra. Invito chi mi conosce, chi crede in un nuovo Rinascimento italiano, chiunque voglia un vero cambiamento in questo Paese ad appoggiarla pubblicamente. Di seguito una lettera da Palermo sulle prossime elezioni regionali.
" A mani nude i magistrati sono stati uccisi, a mani nude poliziotti e carabinieri hanno cercato nei crateri del tritolo i corpi dei loro colleghi, a mani nude preti coraggiosi sono stati abbandonati nelle loro periferie e poi uccisi o trasferiti, a mani nude i giovani coltivano la terra confiscata alla mafia per vedere i loro raccolti distrutti, a mani nude altri giovani vanno via. A mani nude sono morti giornalisti, imprenditori, liberi pensatori. A mani nude noi donne e uomini siciliani scendiamo in piazza, parliamo con la gente, aiutiamo le donne e i bambini delle periferie, i senza casa, i migranti. A mani nude combattiamo come meglio possiamo la mafia, da sempre.
La mafia che respiriamo nell’aria dalle esalazioni delle eco-mafie, che unge quelle poche monete e banconote che teniamo in tasca, che ospita nei suoi edifici scolastici i nostri figli, che ci cura nelle sue strutture sanitarie; la mafia che fa salire, con l’addizionale del pizzo, il prezzo dei nostri consumi; la mafia che s’infiltra in una compiacente burocrazia pachidermica che porta alla rassegnazione di chi chiede come un favore, in cambio del voto, tutto ciò di cui ha pienamente diritto; la mafia che si annida nell’incuria dei nostri monumenti e nel vigore del cemento abusivo.
A mani nude restiamo soli a perdere battaglie politiche combattute con armi impari, a mani nude restiamo invisibili ai leader del centrosinistra, a mani nude abbiamo individuato la candidata ideale alla Presidenza della Regione Siciliana, a mani nude abbiamo imposto le elezioni primarie per la scelta del candidato della coalizione, a mani nude le abbiamo vinte, a mani nude stiamo cercando di vincere le elezioni regionali. A mani nude la nostra candidata, con una forza angelica e sovrumana, con le armi della trasparenza e dell’onestà, percorre da mesi le strade della Sicilia parlando alla gente da qualsiasi postazione, anche dal tetto di un camion, e lì dove riesce ad arrivare è amata da tutti. La sua faccia pulita e onesta occhieggia dai nostri muri sovrastata dalle gigantografie degli avversari: troppe, troppo grandi, abbiamo soltanto le lenzuola ai balconi per contrastarle. Potremmo anche perdere se non capirete tutti che la battaglia è di tutti noi. Il mondo ci guarda: giornalisti stranieri giungono qua, incuriositi da queste strane elezioni, rese ancora più emblematiche dall’arresto del boss Provenzano. MA L’ITALIA DOV’E’? Che queste elezioni abbiano un significato enorme lo sa il centrodestra, che, infatti, ha dispiegato forze inimmaginabili. La Sicilia è la sua ultima o più forte roccaforte e queste elezioni possono conferire forza, o togliere forza anche alle gambe del neo governo nazionale di centrosinistra. Noi, voi, ci rendiamo conto di questo? Si perde quando si è soli e soli non vogliamo essere più, si perde quando i nostri leader pensano di poter vincere con i comizi degli ultimi giorni e qualche manifesto per strada. E’ ovvio che non basta e lo dimostrano le nostre sconfitte. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Abbiamo bisogno che voi, veniate in massa a vivere con noi questa primavera di passione politica: leader, dirigenti, movimenti di centrosinistra, intellettuali, artisti, gente di spettacolo, persone oneste. Venite con noi nelle periferie a parlare con la gente, a cantare, a recitare, a tenere comizi in piedi sulle sedie, a sgolarci dai megafoni delle automobili. Se avete il peso per essere ascoltati lanciate appelli pubblici dalle pagine dei giornali nazionali. Altrimenti contattate amici, parenti e conoscenti siciliani, per convincerli a votare per Rita Borsellino e appendere ai loro balconi lenzuoli bianchi con su scritto: RITA PRESIDENTE!."
Palermo, 21 Aprile 2006 Mariadele Cipolla, Comitato XX Settembre per Rita Presidente
L'Italia non cambierà fino a quando la Sicilia non cambierà. Oggi l'Italia ha una grande opportunità, una grande persona: Rita Borsellino, per la presidenza della Regione Sicilia. Rita dà fastidio a destra e forse soprattutto a sinistra. Invito chi mi conosce, chi crede in un nuovo Rinascimento italiano, chiunque voglia un vero cambiamento in questo Paese ad appoggiarla pubblicamente. Di seguito una lettera da Palermo sulle prossime elezioni regionali.
" A mani nude i magistrati sono stati uccisi, a mani nude poliziotti e carabinieri hanno cercato nei crateri del tritolo i corpi dei loro colleghi, a mani nude preti coraggiosi sono stati abbandonati nelle loro periferie e poi uccisi o trasferiti, a mani nude i giovani coltivano la terra confiscata alla mafia per vedere i loro raccolti distrutti, a mani nude altri giovani vanno via. A mani nude sono morti giornalisti, imprenditori, liberi pensatori. A mani nude noi donne e uomini siciliani scendiamo in piazza, parliamo con la gente, aiutiamo le donne e i bambini delle periferie, i senza casa, i migranti. A mani nude combattiamo come meglio possiamo la mafia, da sempre.
La mafia che respiriamo nell’aria dalle esalazioni delle eco-mafie, che unge quelle poche monete e banconote che teniamo in tasca, che ospita nei suoi edifici scolastici i nostri figli, che ci cura nelle sue strutture sanitarie; la mafia che fa salire, con l’addizionale del pizzo, il prezzo dei nostri consumi; la mafia che s’infiltra in una compiacente burocrazia pachidermica che porta alla rassegnazione di chi chiede come un favore, in cambio del voto, tutto ciò di cui ha pienamente diritto; la mafia che si annida nell’incuria dei nostri monumenti e nel vigore del cemento abusivo.
A mani nude restiamo soli a perdere battaglie politiche combattute con armi impari, a mani nude restiamo invisibili ai leader del centrosinistra, a mani nude abbiamo individuato la candidata ideale alla Presidenza della Regione Siciliana, a mani nude abbiamo imposto le elezioni primarie per la scelta del candidato della coalizione, a mani nude le abbiamo vinte, a mani nude stiamo cercando di vincere le elezioni regionali. A mani nude la nostra candidata, con una forza angelica e sovrumana, con le armi della trasparenza e dell’onestà, percorre da mesi le strade della Sicilia parlando alla gente da qualsiasi postazione, anche dal tetto di un camion, e lì dove riesce ad arrivare è amata da tutti. La sua faccia pulita e onesta occhieggia dai nostri muri sovrastata dalle gigantografie degli avversari: troppe, troppo grandi, abbiamo soltanto le lenzuola ai balconi per contrastarle. Potremmo anche perdere se non capirete tutti che la battaglia è di tutti noi. Il mondo ci guarda: giornalisti stranieri giungono qua, incuriositi da queste strane elezioni, rese ancora più emblematiche dall’arresto del boss Provenzano. MA L’ITALIA DOV’E’? Che queste elezioni abbiano un significato enorme lo sa il centrodestra, che, infatti, ha dispiegato forze inimmaginabili. La Sicilia è la sua ultima o più forte roccaforte e queste elezioni possono conferire forza, o togliere forza anche alle gambe del neo governo nazionale di centrosinistra. Noi, voi, ci rendiamo conto di questo? Si perde quando si è soli e soli non vogliamo essere più, si perde quando i nostri leader pensano di poter vincere con i comizi degli ultimi giorni e qualche manifesto per strada. E’ ovvio che non basta e lo dimostrano le nostre sconfitte. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Abbiamo bisogno che voi, veniate in massa a vivere con noi questa primavera di passione politica: leader, dirigenti, movimenti di centrosinistra, intellettuali, artisti, gente di spettacolo, persone oneste. Venite con noi nelle periferie a parlare con la gente, a cantare, a recitare, a tenere comizi in piedi sulle sedie, a sgolarci dai megafoni delle automobili. Se avete il peso per essere ascoltati lanciate appelli pubblici dalle pagine dei giornali nazionali. Altrimenti contattate amici, parenti e conoscenti siciliani, per convincerli a votare per Rita Borsellino e appendere ai loro balconi lenzuoli bianchi con su scritto: RITA PRESIDENTE!."
Palermo, 21 Aprile 2006 Mariadele Cipolla, Comitato XX Settembre per Rita Presidente
Per meglio comprendere quanto accade, da persone che cercano di ragionare con la propria testa e di sfuggire all'irrazionalità emotiva indotta in buona e/o in mala fede da chi ne ha interesse e potere, si rende necessaria un’ analisi della situazione e del contesto storico in cui viviamo al fine di realizzare un quadro di riferimento geopolitico che non si discosti tanto dalla realtà.
E’ noto che la maggior parte di materie prime e di petrolio giace in paesi retti da regimi dispotici più o meno corrotti (basta guardare l'OPEC), protetti (eufemismo) dai paesi industrializzati, che così possono controllare i prezzi di materie prime e di petrolio, fondamentali per lo sviluppo del sistema economico mondiale. Le popolazioni di questi paesi (buona parte dei quali faceva parte dell'antico Califfato islamico) vivono in condizioni miserevoli ed altra speranza non hanno che un felice al di là, da raggiungere anche attraverso il jihad (che come si sa non é solo guerra santa); Fonti specializzate ritengono che il radicalismo islamico professato da al-Qa'ida, ideologo il medico egiziano al-Zawairi (già coinvolto nell'assassinio di Sadat) e geniale organizzatore bin Laden , persegua l'obiettivo strategico di unificare politicamente i paesi del vecchio Califfato onde poter contrattare da una posizione di forza prezzi di materie prime e petrolio, ai fini di un più giusto futuro sviluppo economico dei paesi islamici.
A tal fine al-Qa'ida agirebbe su due direttrici: eliminare i despoti corrotti per instaurare regimi coerenti con la sua strategia (Saddam era un despota corrotto, in rotta di collisione con al-Qa'ida, da eliminare, come Gheddafi ed altri) e dissuadere i paesi industrializzati dall'intervenire negli affari interni di al-Qai'da. Sotto quest'ottica andrebbero inquadrati gli attentati terroristici che da molti anni insanguinano sia il mondo industrializzato sia quello islamico e la capillare diffusione di cellule jihadiste attive e in sonno "all over the world".
Si spiegherebbero così gli interventi americani in Afghanistan e in Iraq, tesi a prevenire l'instaurazione di regimi fedeli ad al-Qa'ida in Pakistan (che possiede armi nucleari) ed in Iraq (la cui produzione di petrolio é in grado di influenzarne notevolmente il mercato) e l' accettazione - senza credibili proteste - da parte di Russia,Cina e India delle azioni Usa, considerato che esse stesse sono o possono essere oggetto di dissuasione terroristica (i paesi del vecchio Califfato si estendono in Europa, Africa e Asia).
Ma continuando USA e paesi amici nell'attuale politica , attendiamoci un' escalation di attentati (come di fatto sta accadendo) o di azioni di condizionamento (come certi rapimenti e minacce) a meno che in un modo o in un altro non si venga a patti con al-Qa'ida nel senso di persuadere i despoti corrotti a cambiare politica o di cambiare rapidamente i despoti corrotti e di fare intervenire in Iraq una coalizione gradita ad al-Qa'ida. Perché prima o poi con al-Qa'ida bisognerà tutti, Russia, Cina e India compresi, fare i conti. Marx non é morto, ma questo non é un altro discorso.