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    June 24

    Manovra bis? SI'!Tagli? No!

    ANCHE GALBRAITH CONCORDEREBBE

    La situazione dei conti pubblici italiani è disastrosa ed abbisogna urgentemente di una manovra bis coerente con la situazione dei conti, che è "molto più difficile di quella del '92''. Padoa-Schioppa, sottolineando la necessità di una "cura pesante", ha detto che trattandosi di un malato grave "non si può guarirlo con l'Aspirina".

    Che significa? Una manovra basata sulla riduzione della spesa pubblica, magari con qualche ticket a carico di cittadini che hanno la disgrazia di essere ammalati?

    La “cura pesante” mi preoccupa tanto, nel ricordo delle due manovre, quella bis del ‘92  da 30 mila miliardi di lire e quella del ‘93 da 93 mila miliardi di lire, basate soprattutto sui tagli alla spesa pubblica , che, a detta di economisti di chiara fama, guarì sì l’ ammalato Italia di alcuni suoi mali (inflazione, spesa per interessi, deficit elevato, ecc.) ma lo lasciò come uno “zombie”, tuttora incapace di rientrare nel novero delle Nazioni produttrici di ricchezza, anche a causa della dissennata politica economica da dilettanti allo sbaraglio (o grossolani speculatori?) attuata dal commercialista di Varese nei vari governi del cavaliere.

    Perché mi preoccupa? Perché ridurre la spesa pubblica comporta la riduzione dei consumi in beni e servizi della Pubblica Amministrazione, la riduzione della loro produzione, ciò che in ultima analisi determina la riduzione dell’ occupazione e, in definitiva, del Pil. Ancor più mi preoccupa l’ adozione di ticket, misura che altre ad essere ingiusta, riduce ancor più la facoltà di spesa dei singoli e quindi, secondo il meccanismo detto prima, il Pil.

    Quando l’ ammalato è molto grave e la sua guarigione dipende soprattutto dalla rapidità e proprietà delle cure, la famiglia ricorre a tutto per procacciarsi i mezzi finanziari necessari per la sua sopravvivenza e guarigione totale, vendendo anche i gioielli di famiglia.

    Tenendo conto inoltre che i gioielli per buona parte sono stati acquistati con il danaro dei contribuenti, venderli per dare ad essi rapidamente la speranza di un futuro migliore è una misura auspicabile, considerata l‘ esigenza di fare cassa e sùbito. Ovviamente la spesa dovrà essere resa sempre più efficiente; ma questo è un discorso tecnico-politico che investe le cosidette riforme strutturali da attuare senza la pressione dell’ urgenza.

    All’ ammalato gravemente debilitato, un intervento chirurgico urgente va fatto mettendolo contemporaneamente in condizione di affrontarlo, magari con sostanziose trasfusioni, da continuare, assieme a cure riabilitanti, dopo l’ intervento.